La chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, uno dei più preziosi capolavori di Borromini, acquista sicuramente un posto speciale nell’arte ed è sicuramente un’opera architettonica da vedere se si visita Roma. La chiesa si trova all’interno del Palazzo della Sapienza, la più antica università di Roma. A detta di molti è sicuramente una delle più belle cupole della Capitale: infatti, altre cupole, nonostante siano immense, non riescono a reggere il confronto per originalità ed eleganza.

Si caratterizza per una fusione di elementi classici e gotici, una continua sintesi tra linee e geometrie, una ricerca perfetta tra elementi interni ed esterni. La realizzazione di questa chiesa per Borromini non è stata di certo facile: infatti a complicare le cose, vi era un palazzo e un cortile che lasciavano uno spazio quadrangolare limitato per la costruzione della chiesa. La scelta di Borromini fu quella di sviluppare la sua chiesa verso l’alto, con uno slancio della cupola che suggerisce l’idea di un’altezza irraggiungibile.

Borromini in questa chiesa ha sfidato più che mai la gravità, aggrovigliando i marmi e le pietre, fino a raggiungere l’infinito, in spinte eteree ed eterne.  La pianta della cupola è a forma di stella, caratterizzata dall’unione di due triangoli equilateri e deriva dalla stilizzazione dell’ape, emblema da sempre della famiglia Barberini. L’emblema araldico dell’ape si ritrova di continuo nella chiesa: la pianta della chiesa, come detto precedentemente ha le sembianze di un’ape e la spirale, originalissima, della lanterna è il pungiglione dell’ape barberiniana.

A coronamento della chiesa, terminata solamente negli anni successivi, è posta la lanterna il cui andamento a spirale conferisce verticalità e dinamismo alla costruzione. L’altare maggiore è occupato da una grande pala raffigurante Sant’Ivo, patrono degli avvocati, dipinta da Pietro da Cortona, e terminata nel 1683 dal suo allievo, Giovanni Ventura Borghesi.